The Night Circus

The Night Circus - 3.5Iniziamo col dire che le mie aspettative nei confronti del libro non erano alte, di più: ho letto decine di recensioni in inglese che elogiavano questo titolo e l’ho sentito più volte accostare alla saga di Harry Potter. Ecco, non ha niente a che fare con essa e, per quel che mi riguarda, non ci si avvicina come meraviglia e splendore. Chiariamoci: Il circo della notte è un bel libro, una buona lettura, ma, secondo me, poteva essere decisamente meglio.Le premesse sono ottime: un circo misterioso pieno di attrazioni mozzafiato, due maghi che si sfidano da tempo immemore, una storia d’amore proibita… Le Cirque des Reves, il circo dei sognatori, è un posto molto particolare, niente che voi abbiate mai visto. Ogni singola attrazione è pura magia, rasenta i limiti dell’impossibile: e qui cominciano le prime note dolenti. La Morgenstern si ferma a descrivere i tendoni e i loro astanti, le attrazioni, ma io non sono riuscita a figurarmeli, a percepire la loro grandezza e maestosità. Pensavo “mmm, deve essere bello” ma non riuscivo a costruirne un’immagine della mia mente, a percepirli. Rimanevano sul foglio, senza prendere vita di fronte ai miei occhi, un’immagine confusa e senza vita, nonostante il tentativo dell’autrice di trascinarci tra i tendoni tramite appositi capitoli scritti in seconda persona singolare. In un certo senso tra me e il circo si è costruita una sottile parete invisibile, che non si è volatilizzata neppure nel momento in cui sono entrati in gioco i protagonisti. Se nella prima parte* ho apprezzato la presentazione di Celia e Marco e gli episodi che si riferivano al loro differente addestramento, la parte successiva purtroppo è proceduta con lentezza estrema, in modo noioso. Se io vi dico “duello tra maghi” voi cosa vi immaginate? Beh, di certo qualcosa di movimentato. Niente di tutto questo è presente in questo romanzo: la sfida tra i due ragazzi procede con lentezza esasperante, senza che nessuno dei due sappia chi è l’altro. Loro devono semplicemente creare un qualcosa di grande con la loro magia e aspettare la mossa dell’avversario: niente contatto, nessuna interferenza. E soprattutto nessuno che spieghi le regole di questo maledetto gioco e come si fa a vincerlo: sono arrivata ad immaginarmi che ci fosse chissà quale mistero sotto quando invece, in soldoni, la risposta è anche piuttosto scontata.La love story non decolla, o meglio, il lettore non si affeziona molto ai due protagonisti per cui rimane in un certo senso un po’ insensibile di fronte alle vicende. Inoltre leggendo si ha l’impressione che l’autrice abbia più a cuore il circo che il resto della storia (cosa che è stata poi confermata dall’autrice stessa che in un’intervista ha dichiarato di aver creato il circo e poi, solo a posteriori, di averci inserito la storia di Celia e Marco). Più che i due protagonisti catturano gli altri personaggi di contorno, in particolar modo mi sono affezionata a Poppet e Widget, nonché a Bailey, che inizialmente fanno parte di una linea temporale più avanzata che solo nel finale si va a ricongiungere alla principale. Altro personaggio intrigante, di cui avrei voluto sapere di più, è Tsukiko, la contorsionista, un personaggio misterioso ed enigmatico.Il finale è intrigante (ho adorato la IV parte e la V) e, cosa importantissima, il romanzo è AUTOCONCLUSIVO: non lasciatevi spaventare dalla confusione iniziale dovuta ai salti temporali e ai molti personaggi che vengono presentati, dopo qualche capitolo ci si raccapezza senza problemi. Chiariamoci, è un buonissimo romanzo d’esordio, lo stile di scrittura è particolare, più elaborato rispetto al solito e l’ambientazione è originale: è a un livello superiore rispetto ai romanzi che mi è capitato di leggere di recente (c’è da notare che comunque non è nato come libro per young adults). Ma visto quanto ne avevo sentito parlare, quanto lo avevo sentito elogiare, mi aspettavo un vero capolavoro, e così non è stato. Da qui il mio giudizio di tre stelline e mezzo: probabilmente, se non avessi avuto questa enorme aspettativa, ne avrei date di più!